GMail: sotto attacco cinese
Pubblicato da admin il 27 settembre 2010
Google Gmail è di nuovo il bersaglio di pirati informatici, e ancora una volta gli attacchi sembrano provenire dalla Cina. È quello che racconta un sito specializzato, che descrive come la stessa Google stia avvisando alcuni utenti di "accessi sospetti" provenienti dal paese asiatico.
Chi usa Google sta infatti scoprendo, grazie a un avviso automatico del sistema, che in qualche caso qualcuno è entrato nella loro posta dalla Cina. Non è chiaro se si tratti di attacchi sofisticati come quelli avvenuti alla fine del 2009, oppure di intrusioni generiche come se ne vedono più o meno tutti i giorni.
Attacchi simili sembrano tuttavia una sorta di costante, così come gli avvisi, che Google ha introdotto lo scorso marzo. Le persone colpite non sembrano avere legami tra loro, né essere di particolare interesse per il governo cinese. Tranne uno, che è un attivista nel settore della privacy.
Google non ha rilasciato commenti ufficiali a riguardo. Il rapporto tra Google e Pechino in questo periodo naviga in acque tranquille, dopo che l'azienda di Moutain View ha chiuso la propria pagina cinese e iniziato a rimandare gli utenti alla versione di Honk Kong.
Oggi invece emerge che le penetrazioni negli account di posta non si sono praticamente mai fermate. Il fatto però che si tratti d'intrusioni grossolane fa pensare che gli autori siano i "soliti" criminali, a caccia di dati personali, numeri di carta di credito e simili. Un attacco come l'operazione Aurora, probabilmente, non sarebbe stato così facile da rilevare.
Chi usa Google sta infatti scoprendo, grazie a un avviso automatico del sistema, che in qualche caso qualcuno è entrato nella loro posta dalla Cina. Non è chiaro se si tratti di attacchi sofisticati come quelli avvenuti alla fine del 2009, oppure di intrusioni generiche come se ne vedono più o meno tutti i giorni.
Attacchi simili sembrano tuttavia una sorta di costante, così come gli avvisi, che Google ha introdotto lo scorso marzo. Le persone colpite non sembrano avere legami tra loro, né essere di particolare interesse per il governo cinese. Tranne uno, che è un attivista nel settore della privacy.
Google non ha rilasciato commenti ufficiali a riguardo. Il rapporto tra Google e Pechino in questo periodo naviga in acque tranquille, dopo che l'azienda di Moutain View ha chiuso la propria pagina cinese e iniziato a rimandare gli utenti alla versione di Honk Kong.
Oggi invece emerge che le penetrazioni negli account di posta non si sono praticamente mai fermate. Il fatto però che si tratti d'intrusioni grossolane fa pensare che gli autori siano i "soliti" criminali, a caccia di dati personali, numeri di carta di credito e simili. Un attacco come l'operazione Aurora, probabilmente, non sarebbe stato così facile da rilevare.
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Pubblicato il 29 09 2010 alle 04:41 | Commento numero : 1
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