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Di admin in Email, Social Network

MILANO – Da San Francisco il potente social network, Facebook, ha lanciato ufficialmente la sua sfida a Google, Yahoo, GMail e Hotmail sulla posta elettronica. Il nuovo servizio di Facebook era già stato annunciato a gennaio, ma l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha ufficializzato il lancio questa sera facendo tremare i per ora incontrastati rivali.

IL NUOVO SERVIZIO – La nuova webmail firmata Facebook infatti ha già, prima di nascere, un potenziale di 500 milioni i utenti contro i 364 milioni della più potente sul mercato, Hotmail. Non solo ma la potentissima nuova e-mail dal nome Project Titan supporterà Imap e Pop3 per cui i messaggi potranno essere spediti senza l’accesso al sito web. Potrà inoltre usufruire degli indiritzzi personalizzati di facebook. Bisogna solo vedere se sarà un servizio riservato ai soli utenti Facebok o a tutti: questo sarà questa sera Zuckerberg a svelarlo.
Secondo Zdnet il sito di tecnologia di Cbs il nuovo servizio di email di Facebook potrebbe essere integrabili con la versione web di Office la celebre suite per ufficio di Microsoft. L’alleanza tra il social network e la casa di Redmond avrebbe l’obiettivo di sfidare il principale «rivale» di Facebook, vale a dire Google.

ZUCKERBERG – Nel presentare il prodotto Zuckerberg, ha spiegato che la posta elettronica di Facebook mira a completare i servizi dei 500 milioni di abbonati al social network. «Non si tratta di una semplice e-mail – ha spiegato Zuckerberg – ma piuttosto un moderno servizio di messaging». In servizio infatti, ha spiegato, sarà più modellato come una chat che come una e-mail tradizionale. Ogni utente Facebook avrà un indirizzo di posta facebook.com che sarà integrato con gli altri servizi del network attraverso canali di comunicazione multipla. Sarà fornita una «social inbox» per filtrare i messaggi e ogni utente avrà una storia di conversazioni registrata.

Fonte : Corriere.it

Di admin in Social Network

Facebook vanta il più alto numero di utenti nel web e in molti Paesi è il sito più visitato, ma nonostante ciò non è ancora riuscito a sfruttare al massimo il ricavo pubblicitario.
Adesso ci riprova con una soluzione tutta nuova di marketing online, con il lancio nelle prossime settimane del Facebook Sponsored Stories, ovvero saranno gli utenti stessi a pubblicizzare i marchi semplicemente scrivendo note sulla bacheca con riferimento ai prodotti che poi verranno correlate da riquadri sponsorizzati.

In pratica quindi le attività degli utenti del social network saranno trasformate in advertising , quindi come potete vedere nel video sopra, le azioni dell’utente trasformabili in pubblicità sono 4: i like, i checkin, azioni eseguite attraverso le applicazioni e i post sulla bacheca.

A questo punto, quando l’utente cita un marchio utilizzando Facebook, l’ inserzionista pubblicitario può decidere se sponsorizzare la nota o l’azione, e in questo caso apparirà un box “Sponsored Story” del relativo marchio.

Sinceramente è un meccanismo abbastanza complicato, quindi per capire meglio come funzionerà non ci resta che aspettare che venga integrato, ma il bello di tutto ciò è che gli utenti faranno pubblicità ai marchi gratuitamente.

Infatti non è previsto alcun guadagno per gli utenti e probabilmente non si potrà nemmeno scegliere se partecipare o meno a questo nuovo sistema pubblicitario, in quanto dovrebbe essere obbligatorio e automatico per tutti gli iscritti.

Quindi fate attenzione anche a quello che scrivete su Facebook , potreste fare pubblicità gratis a dei marchi senza volerlo!


In questo tutorial vedremo come modificare, in una foto, in maniera realistica il colore dei capelli utilizzando Adobe Photoshop. Per la realizzazione di questa  guida abbiamo utilizzato la versione CS4 del programma, ma anche le precedenti versioni vanno benissimo. Per ottenere l’effetto finale faremo uso delle maschere di livello e giocheremo su tonalità e saturazione.

I risultati migliori si ottengono con foto in cui il soggetto contrasta nettamente con lo sfondo, ma è possibile ottenere ottimi risultati con qualunque foto a patto di riuscire ad agire con precisione solo sui capelli. Più avanti capirete meglio l’affermazione precedente.

Ecco l’immagine di partenza. Come si può vedere i capelli non formano una massa compatta, ma con un pò di attenzione otterremo ugualmente un ottimo effetto finale.

Cominciamo aprendo l’immagine con Photoshop, nella scheda dedicata ai livelli la nostra immagine si chiamerà “sfondo”. Creiamo un nuovo livello di riempimento o regolazione cliccando sul cerchietto bianco e nero in basso nella scheda dei livelli.

Cliccando sul cerchietto indicato si aprirà un menù dal quale sceglieremo la voce “Tonalità/Saturazione” in inglese “Hue/Saturation”, si aprirà la scheda

Come si può notare abbiamo impostato Tonalità a 130, Saturazione a 100 e Luminosità a +15 e spuntato la voce “Colora“. Con queste impostazioni otterremo una forte tonalità di verde su tutta la foto. Nota: Dopo che avrete capito bene i passi da effettuare potrete giocare con i parametri suddetti per ottenere capelli di colore differente.

Photoshop crea, automaticamente, per ogni livello di regolazione, una maschera di livello ad esso associata, il passo successivo è quello di rendere momentaneamente invisibile il livello di regolazione riempiendo di nero la maschera di livello collegata. Per fare ciò, selezioniamo il livello di regolazione, dalla scheda dei livelli, cliccandoci sopra col mouse. Selezioniamo lo strumento secchiello dalla barra degli strumenti come indicato nell’immagine sotto e impostiamo sempre dalla stessa barra il nero come colore di primo piano. Spostiamo il puntatore del mouse, che nel frattempo avrà assunto la forma di secchiello, sulla foto e clicchiamo col tasto sinistro del mouse, vedremo sparire la tonalità verde che avevamo impostato in precedenza e diventare nero il riquadro della maschera di livello.

Il passo seguente rappresenta la parte più complessa del tutorial, o quantomeno quella più tediosa. Dobbiamo fare un lavoro quanto più preciso utilizzando lo strumento pennello. Questo procedimento servirà a cancellare quelle parti di maschera di livello che coprono il nostro effetto capelli verdi sulla foto.
Impostiamo il colore di primo piano sul bianco e selezioniamo lo strumento pennello dalla barra degli strumenti e assegnamo un diametro convenientemente piccolo, noi abbiamo utilizzato un valore pari a 19. Cominciamo a cancellare il rimepimento nero dall maschera di livello spostandoci col puntatore, che nel frattempo avrà assunto la forma di un pennello, sulla foto e cliccando col tasto sinistro del mouse solo sulle zone ricoperte di capelli. Per un lavoro più preciso vi consigliamo di zoomare una piccola area per volta e di utilizzare un diametro del pennello minore per le ciocche più piccole. Questa è la fare più importante, fate in modo di lavorare solo sui capelli senza sbavare, se sbagliate tornate indietro di qualche pennellata, andando indietro dalla scheda storia, e riprendete fino a ricoprire di verde tutti i capelli.

Abbiamo quasi finito, diamo il tocco finale per rendere realistico il colore dei capelli. Assicuriamoci che sia selezionato il livello di regolazione con la maschera di livello sulla relativa scheda ed impostiamo l’opacità all’80% e dal menù a tendina affianco scegliamo “luce soffusa” come potete vedere nell’immagine seguente. N. B.: è possibile notare come la miniatura della maschera di livello si sia modificata (lo sfondo nero è stato cancellato) in corrispondenza dei capelli della foto.


In questo articolo vedremo come apparire in buone posizioni su Google, il motore di ricerca per eccellenza, non richieda in realtà tecniche fantascientifiche o trucchi misteriosi, ma semplici accorgimenti mirati più che altro ad evitare penalizzazioni e sopratutto a non perdere di vista lo scopo finale per il quale ogni sito, o blog che sia, dovrebbe esistere, la soddisfazione dell’utente che visita le nostre pagine.

Capita spessissimo di vedere siti nati solo per cercare di guadagnare con la pubblicità online, pieni di banner, vuoti di contenuti interessanti e dalla realizzazione tecnica quantomeno discutibile. Solitamente questo genere di sedicenti webmaster, crea delle pagine piene di keyword abbastanza inutili e piazza sponsor a destra e a manca sperando che qualche malcapitato visitatore clicchi sugli annunci magari solo perchè ben camuffati in mezzo a link e testo. Se fate parte di questa cerchia, o avevate in mente di fare qualcosa del genere perchè avete visto che un americano è riuscito a guadagnare un milione di dollari al mese con una sola pagina, allora mettetevi l’anima in pace, Google vi beccherà ancor prima di aver guadagnato un centesimo, e se non vi escluderà totalmente dai risultati di ricerca (ban), vi piazzerà in fondo ai risultati in modo che nessuno possa trovarvi.

Altra tipologia di siti o blog che spesso si scontrano con problemi di indicizzazione e posizionamento sono quelli che propongono un discreto numero di buoni contenuti ma che commettono l’errore di mettere in atto tecniche considerate penalizzanti per Google. Questo accade principalmente per due motivi: la volontà di occupare una buona posizione velocemente per attirare subito un’utenza più ampia e, ancora una volta, la necessità di attirare molti utenti per guadagnare subito con la pubblicità. Le due motivazioni si sovrappongono, ma non necessariamente si intrecciano, qualunque webmaster vorrebbe avere quanti più utenti sul suo sito come segno gratificante del proprio lavoro ( gli utenti apprezzano i contenuti ), se poi ci si guadagna anche qualcosa è meglio. Se invece facciamo il discorso inverso, il nostro eventuale successo è destinato a scemare nel giro di poco tempo.

Analizziamo alcuni degli elementi che possono influire nel posizionamento:

keyword stuffing: ossia una concentrazione esagerata di determinate keyword sulle pagine. Tecnica un tempo redditizia che adesso è divenuta penalizzante, assicuriamoci che una determinata keyword non abbia mai una densità superiore all 4-5%.

Meta Keyword: Goggle non lo considera più se non per affibbiarvi qualche penalizzazione, evitate di mettere mille keyword ed evitate come la peste di metterne non a tema, se il vostro blog parla di PHP, non piazzateci il nome di qualche velina. Se proprio volete utilizzare questo meta (altri motori continuano a considerarlo), mettete poche parole chiave tassativamente a tema con l’argomento trattato.

Meta Description: A parere di chi scrive ancora molto importante, a patto che sia ben scritto. Spesso anche in questo meta si vede un elenco di keyword che naturalmente google non apprezza come apprezzerebbe una buona descrizione del contenuto della pagina che contenga anche le key al suo interno. L’obbietivo è quello di descrivere, brevemente e in maniera efficace, all’utente quello che troverà nella pagina. Importante è avere description diverse per ogni pagina.

Title: Il titolo della pagina è molto importante, un titolo breve, descrittivo e a tema è l’ideale, se poi contiene anche la keyword è perfetto. Un titolo di sole keyword, o peggio ancora una pagina senza tag title (ebbene esistono e sono anche molte) non vi aiuterà di certo a migliorare le vostre posizioni.

URL: Google sostiene i leggere perfettamente anche le pagine con parametri, tipiche dei siti dinamici, ma poi consiglia comunque di rendere leggibili e più esplicativi gli url con tecniche di rewrite. Un URL ben scritto in cui compaiano anche le keyword aiuta  di sicuro. Ormai molti CMS php come Joomla!, Drupal, WordPress consentono un buon rewrite, per altri script php su server apache si può sempre ricorrere all’uso del file .htaccess.

Scambio link: Costruire una buona link popularity è un ottima strategia per il successo di un sito, ma il modo in cui la si costruisce influisce in maniera fondamentale. Ricevere un link spontaneo da un sito a tema vale molto più di uno scambio concordato, ed enormemente di più di un link piazzato in un circuito di scambio banner che nulla ha a che vedere con l’argomento trattato sul nostro sito. Ma allora come è possibile ottenere link “buoni”, magari anche in maniera spontanea? Semplice, creare contenuti interessanti e unici e pubblicizzarli senza però cadere nello spamming.

Backlink: Abbiamo detto dello scambio link, tuttavia almeno inizialmente risulterà davvero difficile ottenere link spontanei, in questo caso ci vengono in aiuto forum e directory. Segnalare il proprio sito su qualche buona directory (DMOZ in primis) ci aiuterà a velocizzare il processo di indicizzazione e ad aumentare il nostro pagerank. Selezionate con attenzione le directory, che siano ben realizzate e di buona qualità e non ospitino siti poco raccomandabili, meglio anche se non richiedono scambio link. Inserite una firma col link del vostro sito nei forum in cui partecipate, meglio se il forum è a  tema coi vostri argomenti. Variate in tutti i casi l’anchor text del link (il testo del link dal quale si raggiunge il vostro sito).

Segnalazione Google: A molti potrebbe sembrare strano, ma sembra sia meglio non segnalare, con l’apposito tool, il proprio sito a Google. Lasciate che sia Google stesso a trovarvi.

Sitemap: Create una sitemp del sito ed inseritela nel Google Webmaster Tool, esistono tantissimi tool automatici per crearle. Aiuterà il motore di ricerca a trovare ed indicizzare velocemente tutte le pagine del vostro sito.

Contenuti: I contenuti sono tutto! Scrivete, scrivete e scrivete contenuti originali, interessanti, aggiornati. Scrivete per gli utenti non pensate a Google. Un sito o un blog con contenuti interessanti e unici, scalerà le serp anche senza nessuna tecnica SEO, perchè gli utenti lo premieranno e lo pubblicizzeranno al posto vostro.

Se volessimo riassumere in poche parole la tecnica più semplice per scalare le serp di Google potremmo dire: “rispettare le linee guida di Google e avere contenuti unici ed interessanti“, tanto basta per conquistare ottime posizioni.

Naturalmente questo articolo non esaurisce gli argomenti in termini di indicizzaione e posizionamento, un campo troppo vasto ed in contunuo divenire. Google è certamente il miglior motore di ricerca sulla piazza, ma non è perfetto. Ecco allora che siti apparentemente perfetti vengono penalizzati e altri, palesemente in violazione delle linee guida, occupano le prime posizioni. Non ci siamo occupati nè di penalizzazioni nè di pagerank, argomenti che meritano una trattazione separata e che spesso creano dibattiti e congetture fra gli esperti SEO di tutta la rete.


Ormai siamo abituati a condividere quasi tutto con i nostri amici internauti, foto, file, articoli o video molto divertenti, con un semplice gesto possiamo inviare il contenuto web, che ci interessa, a qualsiasi nostro amico in possesso di una casella di posta elettronica ,al giorno d’oggi, penso ,che si contino sulla punta delle dita le persone che non la utilizzano.

Molti contenuti a cui accediamo riportano funzioni per facilitare l’invio del link dell’articolo o del video che stiamo guardando , così da rendere partecipe chi come noi passa ore davanti al pc.

Per l’uso abituale e consueto, dei servizi di messaggistica, sappiamo benissimo quali limitazioni comporta l’invio di file tramite l’ e-mail, una foto, un piccolo cortometraggio, una piccola utility zippata, purché siano tutte di dimensioni ridotte, eppure ci piacerebbe così tanto far vedere alla nostra amica, complice di tutti i nostri pettegolezzi, l’ultima puntata del Grande fratello appena registrata sul pc, consapevoli dell’impossibilità di inviare un file così grande, rimaniamo con un po’ d’amaro in bocca.

In questi casi, per ovviare al problema, possiamo affidarci, in tutta tranquillità, al servizio offerto da Send It Global, che con la sua funzionale applicazione web, rende possibile l’invio di file di grandi dimensioni, fino a ben 2 Giga di grandezza e con la possibilità di invii multipli.

Non male vero? Allora andiamo un po’ a curiosare sulla home page di Send It Global, il servizio sembra davvero semplice da utilizzare, basta inserire nel campo “you” il nostro indirizzo e-mail, in “recipient” inserire l’indirizzo del destinatario, cliccare su sfoglia per inserire il file che vogliamo inviare, scrivere un piccolo messaggio (opzionale) e inviare il tutto selezionando il tasto “send”.

Niente di più semplice, il servizio non richiede neanche la registrazione al sito anche ed è completamente gratuito.


Tutti abbiamo potuto notare il look accattivante del nuovo iPod Touch 4g lanciato in concomitanza dell’uscita ufficiale di suo fratello maggiore iPhone, presentato in 3 versioni, da 8GB, 32GB e 64GB (che farebbero gola a iPhone) anche lui implementato di tecnologia Display Retina e di tutte le funzioni di cui sono dotati gli ultimi modelli dei dispositivi mobili di casa Apple.

Il lettore musicale per antonomasia, perfetto in tutte le sue funzioni e dedicato agli appassionati di musica, ha, però, la limitazione di non poter effettuare chiamate lasciando un po’ delusi i suoi fedeli acquirenti, certo il suo costo è decisamente inferiore e purtroppo l’unico modo concesso dal dispositivo, per comunicare con il resto del mondo è ricorrere al nuovo “Face Time” ma come tutti sappiamo,possibile solo con chi è dotato di tecnologia per ricevere la chiamata, quindi capace di comunicare con una piccola cerchia di amici.

In attesa dello sviluppo, da parte degli ingegneri di Cupertino, di un nuovo modello di iPod, corredato di slot per schede sim, la Cina ci viene in contro, sempre primi nei prodotti super tecnologici, ha trovato una soluzione per permettere, all’amato player , di telefonare come un normale cellulare.

La Yosion Tecnology, azienda già leader nel settore tecnologico, ha ideato e sviluppato un case provvisto di slot per sim, l’accessorio è poco più spesso di un semplice guscio protettivo con il pregio di permettere al al dispositivo di effettuare chiamate nello stesso modo con cui siamo abituati a telefonare con un iPhone.

Per poter telefonare con l’ iPod, oltre che acquistare l’accessorio, è indispensabile utilizzare un’applicazone presente nello store di Cydia, che permette al case di poter comunicare con il dispositivo, rendendo possibile anche l’invio di sms e mms implementando appieno tutte le funzionalità dell’ iPhone ad un prezzo contenuto.

L’unica notizia, che perviene poco chiara, è che il case, provato dagli acquirenti, non sia compatibile con tutti i modelli di iPod presentando, in alcune occasioni, dei problemi, se qualche lettore ha avuto esperienza o ne sapesse di più in merito può renderlo noto lasciando un commento, aiutando la community e aiutandoci a chiarire i dubbi.


Neanche trascorso un mese dal lancio del rivoluzionario Chrome, di casa Google, che un nuovo Browser si presenta con la base, open source, del prodotto, con nuove potenzialità strutturate sul mondo del social.

RockMelt, questo è il nome del browser, che porta una ventata di freschezza tra i soliti, Firefox, Explorer, Safari e altri “fratelli” minori. Il browser è sviluppato per interagire direttamente con i canali dei social network, grazie ad un intera barra delle opzioni, che integra i tweet per la condivisione immediata di ciò che visualizziamo, in quel momento, durante la navigazione.

Un Browser versatile e completo, di sicuro non può mancare, installato sul pc, di tanti Network Victim, RockMelt tiene aperta, costantemente, la comunicazione dei nostri Social preferiti, aggiornando l’utente, durante la navigazione, su tutte le azioni compiute in essi.

Il Browser è completamente personalizzabile, integra anche il canale chat, che , una volta impostato, ci rende disponibili online, con la facoltà di avviare istantaneamente la comunicazione con i nostri amici, qualora venga richiesta.

RockMelt è già disponibile, gratuitamente, per il Download dal sito ufficiale che ne esplicita l’utilizzo, dopo un’attesa di ben 2 anni per lo sviluppo e 10 milioni di dollari di finanziamenti; basta scaricare l’eseguibile e dare il via all’installazione, al primo avvio dobbiamo fornire le credenziali di accesso a tutti gli account, a cui vogliamo essere connessi, durante l’utilizzo del Browser, pochi passi di configurazione essenziale ed è subito pronto per la navigazione e condivisione di tutte le nostre risorse.


Hamachi è un programma sofisticato e potente in grado di sviluppare e gestire una rete con protocollo VPN senza troppe configurazioni che possono scoraggiare l’utente.

Hamachi è disponibile in versione “trial” e comprende sial il lato “client”, che accede in remoto, che il lato “server” che mette a disposizione le risorse da condividere, i pc connessi tramite il programma vengono visualizzati come appartenenti alla stessa rete, anche se distanti fra loro, ovunque si trovino.

Hamachi installa una vera e propria scheda di rete, virtuale, con il quale può connettersi, assegna un indirizzo ip statico instaurando una connessione diretta, anche con l’utilizzo di NAT o Router, nelle risorse di rete possiamo abilitare o disabilitare il dispositivo, sempre virtuale, verificare il corretto funzionamento e trasferimento dei dati.

L’interfaccia del programma è essenziale, un rettangolo grigio indica se siamo online, quindi disponibili per il collegamento,con un pallino verde, il nome delle nostra rete privata, che gli abbiamo attribuito durante l’installazione, gli utenti collegati alla rete, ovviamente provvisti di password per accedere e le risorse condivise.

Quando un utente vuole accedere alla rete, deve chiedere il permesso al “server” per usufruire delle cartelle condivise, implementa la possibilità di inviare messaggi di testo, fra un utente e l’altro, e la possibilità di giocare in rete.

Hamachi non necessita di particolari impostazioni, ciò lo rende il migliore e funzionale applicativo per la gestione e creazione di reti private, per la condivisione e l’accesso in remoto di altri utenti che possono attingere alle risorse disposte dal server, creando una comunicazione diretta.


Quest’anno sono state molte le aziende che hanno proposto sul mercato mondiale i propri tablet PC, le aziende più conosciuti sono sicuramente Apple con il suo iPad e Samsung con il suo Galaxy Tab.

Ovviamente ogni azienda ha cercato di realizzare il proprio tablet pc nel più breve tempo possibile!

Mi domandavo se è stato inventato prima l’ iPad o questi tablet cinesi che gli assomigliano molto.
Questo perchè ho notato che ce ne sono davvero tantissimi modelli in vendita su internet, davvero incredibie che in cosi poco tempo dall’ uscita del nuovo dispositivo di Apple siano stati prodotti cosi tanti cloni cinesi.

La maggior parte degli ipad falsi sono dotati del sistema operativo Android di Google, forse scelto perchè è gratuito ma sicuramente anche perchè è un sistema valido e apprezzato dagli utenti e in crescita esponenziale su dispositivi mobili anhe di marchi importanti.

Comunque oggi volevo parlarvi in particolare di un clone iPad di cui si parla molto bene, che è un falso perfetto anche nel nome, si chiama infatti aPad, dove la A prefisso sta probabilmente per Android, e che al prezzo di 199,99 dollari su Lightinthebox.

Questo tablet offre ad un prezzo veramente irrisorio praticamente quasi le stesse caratteristiche dell’ iPad , anche se andare in giro con un ipad è di certo più trendy, basta pensare che c’è chi lo compra solo per quello!

Per chi utilizza già il sistema operativo Android,conosce la sua potenza e il suo design accattivante. Sul aPad di default è installata la versione 2.1,ma aggiornarlo ad una versione successiva è molto semplice!


Vi ricordate quando è nato Youtube per la condivisione di video?? Bhè .. il mese scorso è nato un nuovo sito/portale che permette a tutti di condividere le proprie animazioni in flash :)

Ovviamente il sito potrebbe essere inutile per molte persone ,ma invece è molto utile per i webmaster che vogliono scaricare/aggiungere le proprie animazioni dal sito.

E’ uno strumento veramente molto valido e invito i lettori a visitarlo :)

Link al servzio qui.

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