Archivio per la tag 'linux'
Di BlackRa1n997 in Servizi Internet

Ci sono molti siti che offrono font gratis ma non di qualità, in quest’articolo troverete ottimi siti per scaricare font.

DAFONT.COM

FONTSQUIRREL.COM

URBANFONTS.COM



Molte volte quando si installa apache per la prima volta e si vogliono testare le tecniche seo che utilizzano il mod_rewrite,oppure applicazioni che richiedano il mod_rewrite per semplificare gli URL ,si ricorre ad un semplice problema che corrisponde alla disabilitazione di tale modulo.

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Di admin in Distribuzioni Linux

Con l’avvento di Ubuntu, molte persone hanno cominciato ad avvicinarsi per la prima volta al mondo Linux. Diversi sono i motivi che hanno portato questa distribuzione al successo, tra cui la semplicità di installazione e l’ottimo meccanismo di rilevazione automatica dell’hardware.

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Creare una WebRadio con Windows è relativamente semplice usando Winamp e Shoutcast ma per chi usa Linux potrebbe essere meno immediato anche per via delle poche guide reperibili su internet, per questo motivo nel mio piccolo aggiungo qualche informazione in proposito.

Per creare la nostra WebRadio useremo due programmi:
Internet DJ Console: http://www.onlymeok.nildram.co.uk/
Icecast: http://www.icecast.org/

I programmi sono già pacchettizzati per le maggiori distribuzioni quindi non si dovrebbero avere problemi con compilazione di sorgenti o dipendenze.

Dopo aver installato i programmi dobbiamo per prima cosa impostare Icecast e lo faremo editando il file /etc/icecast.xml, per farlo dovremo essere root

spud@suse:~> su
Password:
suse:/home/spud # kate /etc/icecast.xml

Al posto di kate naturalmente potrete usare il vostro editor preferito.

Il file è molto ben commentato quindi non si dovrebbero avere problemi nell’individuare le parti importanti, che comunque sono:

<!– Sources log in with username ‘source’ –>
<source-password>pass</source-password>
In seguito useremo questa password per connettere idjc a icecast

<!– Admin logs in with the username given below –>
<admin-user>admin</admin-user>
<admin-password>admin</admin-password>
Questi dati serviranno per accedere al pannello di controllo http

<hostname>MyRadio.no-ip.biz</hostname>
Indirizzo della vostra radio sarà visualizzato nella playlist degli ascoltatori, se ne può creare uno gratuitamente su http://www.no-ip.com

<port>8000</port>
La porta dalla quale vorrete trasmettere, naturalmente dovrà essere aperta in eventuali router e firewall

Con questo la configurazione di icecast è terminata, avviamolo con il comando icecast -c /etc/icecast.xml da root e passiamo a idjc.

Internet DJ Console usa il server audio jackd, quindi chiudiamo eventuali programmi che usano altri server audio e avviamo jackd

spud@suse:~> jackd -d alsa -r 44100 -p 2048

Ora possiamo finalmente avviare idjc cercandolo nel menù o da un altro terminale con il comando idjc.

Ora dobbiamo mettere in comunicazione idjc e icecast, clickiamo su Server per questo ed altre impostazioni.

Impostiamo nel menu a tendina Type: Icecast2, in Host, Port e Pass i valori inseriti prima nell’xml mentre non modifichiamo Login: source, Mount: è l’ultima parte dell’indirizzo della radio, in questo caso l’indirizzo completo sarà http//MyRadio.no-ip.biz:8000/radio.m3u, e può essere cambiato a piacere.

Scorrendo verso il basso la barra laterale potremmo inserire altri particolari con informazioni sulla radio che verranno visualizzate dagli ascoltatori come: Nome DJ, Descrizione e Genere.

Ora possiamo clickare su Server Connect, se abbiamo fatto tutto bene il tasto rimarrà abbassato e potremo iniziare a trasmettere, chiudiamo la finestra server, torniamo nella principale e trasciniamo nelle finestre playlist i file che vogliamo riprodurre, con i tasti Stream e Listen decidiamo via via cosa ascoltare e trasmettere, infatti si può scegliere di non ascoltare quello che trasmettiamo al momento.

Clickando sull’icona a forma di microfono come intuibile potremmo trasmettere la nostra voce, anche questo tasto una volta premuto rimane abbassato quindi per fermare la trasmissione dal microfono ci dovremo riclickare.

Possiamo accedere al pannello di controllo http su http//MyRadio.no-ip.biz:8000.

La creazione di un indirizzo dns serve solo per comodità, o visto che tutti abbiamo un ip dinamico dovremmo ridare di volta in volta un indirizzo diverso agli ascoltatori.

Per un uso medio direi che questo è tutto ma idjc ha anche altre funzioni come la riproduzione di Jingle salvati in precedenza anche in modo automatico al verificarsi di un qualche evento (Prefs -> Event) e tanto altro.


Virtualizzare un sistema operativo su Windows è davvero molto semplice,basta scaricare un’applicazione che funge da emulatore e il gioco è fatto. Per i sistemi Linux invece le operazioni da svolgere sono un pò più lunghe ma altrettanto semplici a quelle dei sistemi Windows.

Per prima cosa bisogna scegliere un buon emulatore per far funzionare in modalità virtuale il nostro sistema operativo.

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Oggi vi presento un interessante progetto che ho appena scoperto; PyTomtom è un gestore per il nostro gps in grado di:

  • Eseguire Backup.
  • Gestire i punti di interesse(POI).
  • Effettuare aggiornamenti GpsQuickFix.

Se dopo questa breve premessa vi ho convinti, vediamo come poter installare il software sulla nostra distrubuzione linux:

PYTHON E LE SUE DIPENDENZE (da terminale) :

1
sudo apt-get install python2.6 python-gtk2 cabextract

DOWNLOAD PYTOMTOM:

deb Ubuntu/Debian.

Altre Distribuzioni.

Successivamente se abbiamo scaricato il pacchetto deb possiamo installarlo con un doppio click ed avviarlo dal menù ‘Applicazioni->Accessori’; in caso contrario, posizionandoci all’interno della cartella di download avviamo da terminale lo script:

1
./pytomtom.sh

Se volete continuare a seguire il progetto, questo è il link: PyTomtom.
Vi ricordo che al primo avvio occorre specificiare il punto di mount e il modello del vostro Tomtom. Per qualsiasi problema sono a disposizione.


C’è chi lavora, chi studia, chi programma, chi surfa… e c’è anche chi gioca. La categoria dei gamers non andrebbe mai trascurata, visto che le persone che utilizzano il PC principalmente per giocare è in costante aumento. Eppure il tallone d’achille di Linux sono sempre stati i giochi, ed è soltanto da un po’ di tempo a questa parte che si lavora duro per offrire, in piattaforma Linux, anche un’ottima esperienza di Gaming. Oggi voglio suggerirvi un gioco completamente ispirato ad uno dei colossi dei giochi esistenti sulla scena: parlo di Grand Theft Auto, meglio conosciuto da tutti come GTA.

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Di admin in Distribuzioni Linux

Ho approfittato di queste vacanze per provare e testare la distribuzione linux per KDE più in voga del momento, sono contento di averlo fatto! Ho provato Chakra in due modalità diverse: prima in modalità live-USB sul mio pc di punta e poi tramite installazione nativa su un pc piuttosto vecchiotto, quello di prova, che nonostante i suoi anni continua a darmi grandi soddisfazioni. Nessun problema riscontrato.
Cosa non è Chakra: non è Arch Linux e non è KDEmod, è forse ambedue con qualcosina in più.
Chakra è una distribuzione GNU/Linux estremamente potente basata su Arch che focalizza la sua attenzione sul desktop KDE. Da Arch eredita caratteristiche quali velocità e flessibilità, vantaggi immediatamente riscontrabili dal primo giorno di utilizzo indipendentemente dall’uso che ne facciate. La tipologia di rilascio degli aggiornamenti è semi-continuo (half-rolling), caratteristica che garantisce un buon compromesso tra stabilità e modernità rendendo di fatto meno oppressiva la dipendenza dell’utente dal rilascio delle nuove versioni.
La versione di Chakra che ho avuto l’onore di provare è la 0.3.0 rilasciata appena una settimana fa con la versione 4.5.4 SC di KDE. Non ho riscontrato problemi di riconoscimento hardware su nessuno dei due pc (comincio a pensare che questa storiella del riconoscimento hardware continuiamo a raccontarcela solo perchè “fa figo“, secondo me non sono questi i problemi delle distribuzioni Linux, non più). Per questioni di tempo (e di spazio) mi permetto di omettere informazioni sulla procedura di installazione del sistema, nonostante Tribe meriti molto.
L’ambiente desktop è piacevolissimo e tale constatazione non deriva solamente dalla mia predilezione per KDE. Il tema desktop scuro è molto elegante, il wallpaper è sensazionale, le personalizzazioni relative a Kickoff (scelta oculate dei preferiti) e Dolphin (barra degli strumenti e pannelli) sono intelligenti e per nulla banali.
La risposta del sistema ai miei comandi è stata più che soddisfacente in ogni suo aspetto garantendo una buona stabilità nella maggior parte delle situazioni di stress a cui ho avuto modo di sottoporlo. Merito di Arch? Merito di KDE? Non lo so e non mi interessa! :-)
Il sistema Bundle. Indubbiamente è la caratteristica di questa distribuzione che più mi ha colpito, a dir la verità è il motivo principale per cui ho deciso di provarla. Spesso, infatti, il più grande problema delle installazioni di KDE sono le applicazioni GTK. È difficile per molti, compreso il sottoscritto, svincolarsi completamente da esse e forse i tempi non sono ancora maturi per rendere il passaggio completo alle applicazioni Qt del tutto soddisfacente.
I Bundle, cito, sono file system auto montabili che contengono tutti i file necessari per eseguire un’applicazione che non si trovi nei repository. Detto in parole povere, facendo riferimento a problemi di natura comune, è un sistema di installazione di pacchetti software che ci permette di usufruire delle nostre applicazioni preferite GTK senza intaccare la pulizia e la stabilità del nostro sistema KDE. Il sistema funziona più o meno così:
  • ci rechiamo su questa pagina e scarichiamo il Bundle relativo al software che ci interessa
  • clicchiamo sul file e procediamo con l’installazione tramite l’ottimo, seppur semplicistico, CInstall
  • FINE
In due minuti netti ho installato l’onnipresente Chromium.
Nonostante sulle pagine ufficiali del progetto venga presentato come un sistema operativo adatto perlopiù a utenti esperti, credo che in futuro possa godere di ottima fama anche tra i non addetti ai lavori. Forse le difficoltà più grandi sono insite nella scelta del DE più che nel suo essere Arch-based. Si sa che KDE richiede un impegno maggiore rispetto a GNOME, impegno che deriva perlopiù dalle innumerevoli possibilità di personalizzazione che il desktop con la K offre.
Morale della favola. Chakra è un’ ottima distribuzione e sicuramente tra le migliori che pacchettizzano KDE. È molto difficile trasmettere agli altri il proprio entusiasmo nell’uso di una distribuzione linux piuttosto che un’ altra, forse perchè è un po’ come visitare per la prima volta un paese straniero, non è il monumento o il museo che conta ma piuttosto l’atmosfera che si respira per le strade. Questa distribuzione ha molti punti a suo favore, io ho potuto descrivervi, ahimè, solo un paio di essi. Fatevi un favore, mettete nella vostra valigia un bel pc, una penna usb, un po’ di sano entusiasmo e fatevi un giro su Chakra; sono sicuro che dopo avrete voglia di ritornarci!
Potete scaricare l’ISO da masterizzare da questa pagina. Per maggiori informazioni vi invito a seguire le pagine del forum ufficiale di Chakra segnalato da Lazy nei commenti.
Colgo l’occasione per augurare a tutti voi un buon fine settimama.
Saluti.
Di admin in Programmazione

Ho creato un mini corso sulla programmazione con le librerie ncurses presenti in tutti i sistemi UNIX e quindi anche Linux. Le ncurses sono librerie grafiche che servono per la programmazione di terminali e quindi anche di console. Tutti sappiamo che i terminali sono di diversi tipi e grazie a queste librerie si possono programmare tutti alla stessa maniera, in pratica servono a standardizzare la programmazione di questi dispositivi.

Alcuni di voi potrebbero chiedersi il perché programmare i terminali oggi che i sistemi Linux hanno delle bellissime interfacce grafiche come Gnome o KDE. Il motivo è presto detto, nonostante tutto, Linux è ancora oggi il sistema più utilizzato come server e di norma queste macchine non hanno nemmeno XOrg installato, quindi l’unico modo di accedere alla macchina per l’amministratore è tramite SSH con una shell. Si spiega quindi il motivo per cui saper creare delle belle applicazioni grafiche per terminali e soprattutto gestire al meglio la comunicazione in rete della grafica è un aspetto importante per il lavoro lato server.

Per seguire questo mini corso sulla programmazione di applicazioni grafiche, con il linguaggio C, per terminali con le librerie ncurses, potete vedere questo articolo sul mio blog.


Introduzione
Cosa è un “server LAMP”?
Nonostante molti di voi sperano che sia qualcosa di commestibile ahimè le vostra speranze stanno per crollare.. (per la cronaca.. non ha nemmeno a che fare con l’illuminazione della vostra scrivania).
Un server LAMP è quello che comunemente viene chiamato Webserver e consiste nell’installazione di software per la visualizzazione di pagine web e gestione dinamica di database; nello specifico LAMP sta per Linux, Apache, MySQL and PHP il che ci da un’idea su quali sono i software che servono per la realizzazione di server di questo tipo.
Linux bhè… è GNU/Linux… leggendo il resto del blog capirete da soli di che si tratta!

Apache è un daemon ovvero un programma che gira in background e serve per supportare connessioni di tipo HTTP ((HyperText Transfer Protocol)) che sarebbe il protocollo che generalmente si utilizza per la navigazione su internet e ci permette di vedere sul nostro Browser le pagine HTML ((HyperText Markup Language)) avete presente quella estensione che a volte si vede alla fine dell’URL?
PHP ha una definizione che viene detta ricorsiva perché nella stessa definizione viene ripetuto il termine PHP ed infatti sta per “PHP Hypertext Preprocessor” e consente ai webmaster di creare webapplications e pagine dinamiche in quanto è un vero e proprio linguaggio di programmazione (volendo anche ad aggetti) che viene interpretato dal motore Zend.
MySQL è il DataBase ovvero una specie di BancaDati più nello specifico è un software che ci permette di amministrare agevolmente dati disposti in tabelle tramite l’esecuzione di query.

Ingredienti

1.Debian 4.0 (ETCH)
2.Un editor di testo da linea di comando visto che probabilmente ci lavoreremo da remoto (consiglio vivamente VIM)
3.Un po’ di pazienza
Installazione dell’ambiente
Passiamo al sodo.
Verifichiamo il contenuto di /etc/apt/sources.list e vediamo se sono presenti i seguenti mirror:

##ETCH (Stable)
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ etch main contrib non-free
deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ etch main contrib non-free
##SECURITY UPDATES (Etch)
deb http://security.debian.org/ etch/updates main contrib non-free
deb-src http://security.debian.org/ etch/updates main contrib non-free

e diamo un bel
aptitude update
e poi
aptitude upgrade
Da root (ormai tutti sapete chi è root vero?) digitiamo:
apt-get install apache2 apache2-mpm-prefork php5-mysql mysql-server php5 libapache2-mod-php5 php5-cgi php5-gd php5-cli phpmyadmin
Durante la fase di installazione apt vi chiederà delle cose come:
Should MySQL start on boot? (Il server MySQL deve essere lanciato in fase di avvio?)
Io consiglio di selezionare SI in modo da avere il database sempre funzionante nonostante il server venga riavviato.

Facendo ciò la nostra cara Debian GNU/Linux box installerà Apache2, PHP5, MySQL5 e vari moduli per Apache e PHP per interfacciarsi tra di loro e col database.
Se pensate che sia finita qui (nonostante gran parte del lavoro sia gi?à stato fatto) vi sbagliate di grosso! Adesso comincia il bello!

Configurazione
Configurazione di Apache2
Aprite il file /etc/apache2/apache2.conf con VIM scrivendo sempre da root:
vim /etc/apache2/apache2.conf
e digitate “I” per passare alla modalità di inserimento del testo e scrivete nell’ultima riga:
ServerName localhost
per scrivere i cambiamenti ed uscire premete il tasto Esc e scrivete:
:wq
la lettera w indica a VIM di scrivere le modifiche ed il comando q gli dice di uscire dopo averlo fatto; mi raccomando i : prima di wq.
Adesso che avete capito penso/spero quali sono le funzioni base di VIM mi limiterò a dire “scrivete” e “salvate”.
Le directory che vi serviranno per l’amministrazione sono:
/var/www che è impostata di default come webroot (vedremo in seguito come cambiarla)
/etc/apache2 che contiene i files di configurazione di apache2
/etc/apache2/sites-enabled e che contiene una serie di links simbolici ai files di configurazione degli hosts virtuali che si trovano in /etc/apache2/sites-available
Dei comandi utili per la gestione di apache sono:
/etc/init.d/apache2 start
/etc/init.d/apache2 stop
/etc/init.d/apache2 restart
che rispettivamente lancia, ferma, riavvia il demone apache2 .

E’ utile anche abilitare alcuni moduli tra cui ssl e rewrite per cui scriviamo sul trminale da root:
a2enmod ssl rewrite
e poi riavviare il daemon digitando:
/etc/init.d/apache2 restart

Configurazione di MySQL
Adesso ci occupiamo di cambiare la password dell’utente root di MySQL scrivendo da root:
mysqladmin -u root password <lamiapassword>

ovviamente sostituendo <lamiapassword> con la vostra password preferita.
Spero che sia inutile dirvi di utilizzare caratteri maiuscoli e minuscoli, numeri e caratteri speciali come “@#][.,” ecc..
Ritengo sia utile creare al volo un utente (diverso da root) da poter far accedere al database con privilegi limitati, ma lo vedremo tra un po’.
Dei comandi utili per la gestione del DataBase abbiamo:

/etc/init.d/mysql start
/etc/init.d/mysql stop
/etc/init.d/mysql restart

che rispettivamente, guarda un po’, lancia, ferma e riavvia il daemon MySQL.

Varie
Da notare che durante l’installazione è stato installato anche phpmyadmin (l’ultima parola inserita nel comando che vi ho detto prima) che se volete potete anche omettere. PhpMyAdmin è uno script in php che serve per la gestione “grafica” del database MySQL senza aver bisogno dell’accesso via terminale alla macchina.

Test
Se avete eseguito correttamente i passi precedenti puntate il vostro browser preferito (spero si tratti di Iceweasel) su
http://<indirizzolocaledelserver>/phpmyadmin
dove <indirizzolocaledelserver> dovrebbe essere qualcosa del tipo: 192.168.1.2 e dovreste vedere lo script phpmyadmin in esecuzione che vi chiede username e password (Username: root e Password: quellacheavetesceltoprima).
Se per caso vi si dovesse aprire una finestra di download per un file probabilmente avete sbagliato qualcosa nei passi precedenti per cui consiglio di rivedere accuratamente la guida.

Una volta eseguito il login da root prendete dimestichezza con la grafica e tornate nella home di phpmyadmin quindi aggiungete un utente cliccando su “Privilegi” e poi su “Aggiungi nuovo utente” e seguite le indicazioni per completare la procedura.

Da ora in poi vi consiglio vivamente di utilizzare il nuovo utente per effettuare gli accessi al database.

Nella prossima guida parlerò della configurazione nel dettaglio dei files degli hosts in Apache2 (che per intenderci sono quelli contenuti in /etc/apache2/sites-available)

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