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Minecraft è un videogioco sandbox con elementi di azione ed esplorazione. È stato ideato da Markus “Notch” Persson, che lo ha realizzato inlinguaggio Java ispirandosi a titoli come Dwarf Fortress, Dungeon Keeper e dal meno conosciuto Infiniminer.
In Minecraft il giocatore può esplorare liberamente un vasto mondo di gioco generato casualmente all’inizio di ogni nuova partita, costituito da pianure, montagne, grotte e laghi. Il mondo è diviso in zone climatiche che vanno dai deserti ai nevai. Il tempo nel gioco segue un ciclo giorno e notte della durata di 20 minuti. Il mondo è costituito da una serie di blocchi cubici disposti su una griglia fissa, che rappresentano i diversi materiali (terra, pietra, legno, minerali…). L’utente può interagire con questi blocchi e realizzare semplici costruzioni o meccanismi più complessi che possono coinvolgere anche artefatti complessi quali leve, circuiti elettrici, rotaie e vagoni.
Entrambe le versioni Beta e Classic possono essere giocate sia in single-player che in multiplayer. I server sono attualmente ospitati da giocatori singoli o gruppi, non ci sono ancora server “ufficiali”, l’unico modo per connettersi a un server è digitare l’host o l’indirizzo IP nel gioco.
Come ottenere il gioco gratis o a pagamento
A pagamento:
Per prenderlo a pagamento basta andare sul sito ufficiale di Minecraft [Link] e cliccare su ” Buy Now “.
Gratis:
Per ottenerlo gratis invece vi consiglio di prendere quello fatto dal sito MultiPlayer Italia , tutto gratis ovviamente.
Il server ha implementato diversi plug in in grado di proteggervi casa e molte altre cose.
Gli admin sono Evilpdor, Marcus e Darkwarriors, di cui i primi due mi stanno più simpatici ma anche dark non è male.
Per poter giocare dovrete registrare il vostro PG e poi chiedere sul loro forum di farlo attivare altrimenti non potrete distruggere niente.
Download client
Sezione per richiedere la registrazione
Indirizzo IP del server

In un’epoca dove l’informatica sta risollevando le sue sorti dopo un periodo di appannamento, sono molte le aziende di IT che, nella loro infrastruttura hardware, annoverano sempre più macchine virtuali facendo della virtualizzazione il loro punto forte. Ma cosa significa esattamente virtualizzazione?
Per definizione “informatica” possiamo intendere la virtualizzazione come un qualcosa creato virtualmente e che di solito è disponibile solo fisicamente. Con i strumenti tecnologici di cui disponiamo oggi, una risorsa, hardware o software che sia, può essere oggetto di virtualizzazione ed ampiamente sfruttabile per le diverse categorie di professionisti dell’IT che la adottano a seconda delle proprie esigenze.
L’esempio più lampante, per fare maggiore chiarezza sul concetto, è quello di pensare a quanto sia conveniente avere ed eseguire su una macchina due sistemi operativi in contemporanea: la risorsa “sistema operativo” diviene utile sia per i programmatori che hanno la possibilità di testare il software sviluppato su due ambienti differenti, sia per i sistemisti che collaudano installazioni e ne testano il loro funzionamento in SO diversi. Non è da poco, anzi. E’ come scoprire un mondo nuovo. E ciò sta a conferma di quanto corra, oggi, la tecnologia.
Cosa si intende per macchine virtuali? Le “virtual machine” non sono altro che dei contenitori, ovviamente software, di molteplici programmi che rendono possibile l’esecuzione di applicazioni alla stregua di una macchina fisica. La macchina virtuale possiede tutte le componenti necessarie di un computer fisico, ma tali componenti sono basate su software (RAM, CPU, SO).
Pensiamo ai vantaggi enormi di un’azienda che adotti un sistema di virtualizzazione nell’area tecnica: riduzione dei costi (ad esempio dei server), una migliore ottimizzazione delle risorse hardware, maggiore sicurezza e flessibilità in base alle esigenze di mercato e tanti altri ancora. Il migliore programma in circolazione, tra l’altro gratuito, per creare un ambiente virtuale è sicuramente VMWARE che offre soluzioni e prodotti per tutte le necessità al fine di valorizzare al meglio e rinnovare la propria infrastruttura.
Skype è un complesso sistema che comprende milioni di computer differenti, e comunicando per mezzo di questi permette ai singoli utenti di chiamarsi e videochiamarsi fra loro. Infatti le chiamate di Skype agiscono direttamente tra due computer, senza necessariamente “passare” per un server dell’azienda.I server principali di Skype hanno però il compito di collegare i due computer all’inizio della chiamata, fungendo da “rubrica telefonica” e quindi se questi server non sono disponibile, tutta la rete Skype si blocca.
Proprio l’aggiornamento totale di questi server da parte dei tecnici Skype ha gettato milioni di utenti nel disagio (Skype ne conta 560 milioni in tutto il mondo). "I nostri ingegneri stanno creando alla svelta nuovi supernodi, questa operazione potrebbe richiedere alcune ore e ci scusiamo sinceramente per aver interrotto le vostre conversazioni”.
Tuttavia non è stata precisata la vera utilità o il vero fine di queste modifiche attuate alla rete: ci saranno miglioramenti o si è trattato solo di un malfunzionamento?
In un articolo precedente avevamo visto come configurare un server FTP su Ubuntu,oggi invece vedremo come configurare un server mail su un Ubuntu Server.
La prima cosa da fare è installare i programmi che ci serveranno,dunque apriamo il terminale e diamo il seguente comando:
sudo apt-get -y install postfix postfix-ldap spamassassin dovecot-pop3d dovecot-imapd mailscanner
Configurazione Alias email per utente
Ora che abbiamo installato i programmi che ci servivono,possiamo iniziare a smanettere con i file di configurazione.Per esempio,vogliamo aggiungere all’utente tizio un alias email.Quindi apriamo /etc/aliases e aggiungiamo quanto segue:
t.miodominio.com: tizio
Ora non ci resta che configurare main.cf,quindi da terminale modifichiamo il file /etc/postfix/main.cf come segue:
myhostname = Nome del server (es : webmail.example.com) mydomain = dominio di posta (dominio DNS nel caso di LAN) alias_maps = hash:/etc/aliases,ldap:/etc/postfix/ldap-aliases.cf
Ora avviamo il servizio postfix con il seguente comando:
/etc/init.d/postfix start
Configurazione Web Mail
Beh…certamente per leggere le nostre e-mail abbiamo bisogno di un accesso tramite web.Quindi aprite il terminale e digitate:
sudo apt-get -y install apache2 sudo apt-get -y install squirrelmail
Ora però dobbiamo configurare squirrelmail in modalità protetta,quindi digitate sempre nel terminale il seguente comando:
apache2-ssl-certificate -days 3650
Ora non ci resta che configurare un host virtuale,quindi modificate /etc/apache2/sites-enabled/000-default come segue:
SSLCertificateFile /etc/apache2/ssl/apache.pem DocumentRoot /usr/share/squirrelmail ServerName webmail.example.com
Avviamo i servizi con i seguenti comandi:
/etc/init.d/dovecot start /etc/init.d/apache2 start
Ora aprite firefox o il vostro browser di sistema e andate su https://webmail.example.com se vi si apre e vi chiederà il login vorrà dire che l’installazione e la configurazione sarà andata a buon fine.
Articolo Prelevato Automaticamente da Google News

UltraVNC è un potente strumento che permette di connettersi a computer con accesso ad Internet in modo da prenderne il controllo completo a distanza. Grazie a questo programma l’utente può controllare il PC da remoto utilizzando il mouse e la tastiera del computer su cui si trova e mostrando lo schermo di un altro computer connesso via rete. Questa suite si divide in due applicativi. Il primo permette di installare sul computer che vogliamo comandare a distanza un’applicazione che fungerà da server. Il secondo è un client che permette di collegarci al server e quindi comandare il computer.
Durante il processo di installazione, UltraVNC ci chiederà quali componenti installare, per evitare problemi selezionare la modalità “full installation” che tra l’altro è già selezionata come predefinita. Cliccare poi sempre su “next” per completare l’installazione saltando ulteriori opzioni che potranno essere riselezionate in futuro, quando ci sarà una maggiore confidenza con il programma. Completata l’installazione del software, ci ritroveremo nella directory di UltraVNC (solitamente c:programmiUltraVNC) due applicazioni:
- winvnc.exe, che installa ed avvia il server nel computer da controllare
- vncviewer.exe, che permette di comandare il server a distanza
Avviare il file winvnc.exe, nella finestra che si aprirà inserire nella casella VNC Password (sotto Authentication), una password personale che servirà come credenziale per accedere al Server. Fatto questo, cliccare su OK per far rimanere attivo il programma ed iconizzarlo nella parte destra della barra dello Start di Windows ovvero nelle vicinanze dell’orologio. A questo punto abbiamo installato ed abilitato il programma per far in modo che un computer esterno possa comandarlo. L’applicazione è molto utile per fornire assistenza da remoto a clienti, o membri della rete che si amministra. UltraVNC è gratuito e completo e lavora a distanza in maniera sicura e rapida amici. UltraVNC supporta diverse modalità di autenticazione, la prima è basata sull’utilizzo di una password mentre altre due sono basate sul Logon di Microsoft Windows. Accedendo alle proprietà di amministrazione di UltraVNC sulla macchina server, è possibile definire gli utenti od i gruppi di utenti Windows autorizzati ad effettuare il login da postazioni remote. UltraVNC è in grado di effettuare anche un’autenticazione “cross-domain”: l’account utente autorizzato a collegarsi può infatti essere configurato, per esempio, su un dominio di rete differente. Il software fornisce anche la possibilità di trasferire file, aprire una chat per comunicare con l’altro utente oppure aprire una sessione del browser.
Il Virtual Network Computing è una tecnologia universale, usata da diversi programmi, spesso compatibili tra loro. Sia il server, il modulo da installare sul computer che si vuole controllare, sia il viewer, il client che lo controlla, sono pienamente configurabili per lavorare nelle più svariate configurazioni di rete. In aggiunta sul sito ufficiale si trovano componenti aggiuntivi, per aumentarne potenzialità e sicurezza (ad esempio il plugin “Data Stream Modification”, in grado di crittografare tutti i dati scambiati tra il sistema client ed il sistema server). Ma anche senza espansioni, UltraVNC ha una lista di punti di forza invidiabili. Il trasferimento di file tra i due nodi, la chat interna, un modulo Java per la connessione a una macchina virtuale anche da sistemi non Windows, si fanno apprezzare dal primo utilizzo. Nel caso in cui sul sistema client sia installato il Java Runtime Environment, il server UltraVNC può essere controllato anche un qualunque browser web senza avviare l’applicazione “stand alone”. Prima di procedere con l’installazione di UltraVNC è necessario aver cura di rimuovere qualunque precedente installazione di VNC o di UltraVNC. La versione di UltraVNC che vi proponiamo è quella destinata ai sistemi Windows a 32 bit. E’ disponibile anche una versione 64 bit.
UltraVNC può essere usato oltre che in modo tradizionale, con l’avviso all’utente dell’inizio di teleassistenza, anche in modalità nascosta attuando un paio di accorgimenti alla portata di tutti. Dopo aver installato l’UltraVNC sul PC da controllare aprire le “Admin properties” del server, accessibili con il tasto destro sull’icona “occhio” di UltraVNC, identificare il riquadro intitolato “Misc.” presente sulla destra della finestra visualizzata e deselezionare le caselle “Remove Aero (Vista)” , “Remove Wallpaper” e “Enable Blank Monitor on Viewer Request” spuntare invece la casella accanto all’opzione “Disable Tray Icon”. Accertarsi anche che la casella presente nel riquadro “Query on incoming connection” sia deselezionata.
Un altro sistema per eliminare l’icona di UltraVNC consiste, sempre sul PC da controllare, nell’andare nella cartella “c:ProgrammiUltraVNC” e cercare il file “ultravnc.ini” ed aprirlo con un notepad o altro editor di file di testo. Identificare la chiave “DisableTrayIcon=0″ e modificarla in “DisableTrayIcon=1″, ciò disabiliterà la classica icona con l’occhio presente nella tray bar accanto all’orologio di windows che normalmente, cambiando colore, indica una connessione dall’esterno e quindi un’assistenza in corso. In alcune versioni precedenti di UltraVNC la chiave DisableTrayIcon si trova nel registro di sistema nel percorso “HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORLWinVNC3″ anche in questo caso basterà modificare da 0 a 1 il valore del campo associato per ottenere lo stesso risultato. Riavviare il servizio “uvnc_service” o “WinVNC” oppure riavviare il computer, le modifiche fatte in precedenza diventeranno effettive e avremo una macchina controllabile a distanza senza che l’utente se ne accorga.
Dalla postazione di controllo avviare il Viewer e, dopo aver inserito il nome o l’indirizzo del PC da controllare, ricordarsi di spuntare anche la casella “View only” in modo che qualsiasi movimento del nostro mouse non si trasmetta al PC controllato non interferendo così con il lavoro dell’ignaro utente. Attenzione, importante precisazione, il software così modificato non viene rilevato da nessun antivirus o antispyware anche se palesemente illegale e malefico. L’uso in modalità nascosta non è consentito dalle vigenti leggi costituendo una violazione della privacy dell’eventuale utente controllato sia in ambito privato che in ambito aziendale, provatelo, quindi, per curiosità personale e attenzione che non lo pratichino verso di voi, l’uso di questo articolo è da intendersi come autodifesa da eventuali malintenzionati dimostrando ciò che si può fare con uno strumento gratuito, utile, diffuso e apparentemente innocuo come l’UltraVNC.
Fonte : ElettroPage
Il PHP è senz’altro un ottimo linguaggio lato server, che integra perfettamente il MySQL. Un database come il MySQL è infatti necessario per realizzare qualunque sito web di riguardo, poiché offre la possibilità di variare il contenuto a seconda degli utenti che si collegano da un dato computer.
Se state leggendo questo articolo probabilmente conoscerete già il PHP basilare (lo do per scontato) e dunque procediamo nel vedere cosa sono e a cosa servono le variabili di sessione. Le variabili di sessione sono utilizzabili da più pagine PHP contenute su uno stesso servizio di hosting rispetto ad un client (computer dell’utente).
Può essere utile ad esempio memorizzare il nome utente di chi effettua l’accesso, in modo che non lo debba fare per visualizzare ogni singola pagina (sarebbe assurdo, in effetti). Ecco un esempio di variabile di sessione:
Potrà essere quindi usata nel codice come una normale variabile (ma sempre usando prima la funzione session_start() per recuperare i dati e $_SESSION, che identifica il gruppo delle variabili di sessione).

Introduzione
Cosa è un “server LAMP”?
Nonostante molti di voi sperano che sia qualcosa di commestibile ahimè le vostra speranze stanno per crollare.. (per la cronaca.. non ha nemmeno a che fare con l’illuminazione della vostra scrivania).
Un server LAMP è quello che comunemente viene chiamato Webserver e consiste nell’installazione di software per la visualizzazione di pagine web e gestione dinamica di database; nello specifico LAMP sta per Linux, Apache, MySQL and PHP il che ci da un’idea su quali sono i software che servono per la realizzazione di server di questo tipo.
Linux bhè… è GNU/Linux… leggendo il resto del blog capirete da soli di che si tratta!
Apache è un daemon ovvero un programma che gira in background e serve per supportare connessioni di tipo HTTP ((HyperText Transfer Protocol)) che sarebbe il protocollo che generalmente si utilizza per la navigazione su internet e ci permette di vedere sul nostro Browser le pagine HTML ((HyperText Markup Language)) avete presente quella estensione che a volte si vede alla fine dell’URL?
PHP ha una definizione che viene detta ricorsiva perché nella stessa definizione viene ripetuto il termine PHP ed infatti sta per “PHP Hypertext Preprocessor” e consente ai webmaster di creare webapplications e pagine dinamiche in quanto è un vero e proprio linguaggio di programmazione (volendo anche ad aggetti) che viene interpretato dal motore Zend.
MySQL è il DataBase ovvero una specie di BancaDati più nello specifico è un software che ci permette di amministrare agevolmente dati disposti in tabelle tramite l’esecuzione di query.
Ingredienti
1.Debian 4.0 (ETCH)
2.Un editor di testo da linea di comando visto che probabilmente ci lavoreremo da remoto (consiglio vivamente VIM)
3.Un po’ di pazienza
Installazione dell’ambiente
Passiamo al sodo.
Verifichiamo il contenuto di /etc/apt/sources.list e vediamo se sono presenti i seguenti mirror:
##ETCH (Stable)
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ etch main contrib non-free
deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ etch main contrib non-free
##SECURITY UPDATES (Etch)
deb http://security.debian.org/ etch/updates main contrib non-free
deb-src http://security.debian.org/ etch/updates main contrib non-free
e diamo un bel
aptitude update
e poi
aptitude upgrade
Da root (ormai tutti sapete chi è root vero?) digitiamo:
apt-get install apache2 apache2-mpm-prefork php5-mysql mysql-server php5 libapache2-mod-php5 php5-cgi php5-gd php5-cli phpmyadmin
Durante la fase di installazione apt vi chiederà delle cose come:
Should MySQL start on boot? (Il server MySQL deve essere lanciato in fase di avvio?)
Io consiglio di selezionare SI in modo da avere il database sempre funzionante nonostante il server venga riavviato.
Facendo ciò la nostra cara Debian GNU/Linux box installerà Apache2, PHP5, MySQL5 e vari moduli per Apache e PHP per interfacciarsi tra di loro e col database.
Se pensate che sia finita qui (nonostante gran parte del lavoro sia gi?à stato fatto) vi sbagliate di grosso! Adesso comincia il bello!
Configurazione
Configurazione di Apache2
Aprite il file /etc/apache2/apache2.conf con VIM scrivendo sempre da root:
vim /etc/apache2/apache2.conf
e digitate “I” per passare alla modalità di inserimento del testo e scrivete nell’ultima riga:
ServerName localhost
per scrivere i cambiamenti ed uscire premete il tasto Esc e scrivete:
:wq
la lettera w indica a VIM di scrivere le modifiche ed il comando q gli dice di uscire dopo averlo fatto; mi raccomando i : prima di wq.
Adesso che avete capito penso/spero quali sono le funzioni base di VIM mi limiterò a dire “scrivete” e “salvate”.
Le directory che vi serviranno per l’amministrazione sono:
/var/www che è impostata di default come webroot (vedremo in seguito come cambiarla)
/etc/apache2 che contiene i files di configurazione di apache2
/etc/apache2/sites-enabled e che contiene una serie di links simbolici ai files di configurazione degli hosts virtuali che si trovano in /etc/apache2/sites-available
Dei comandi utili per la gestione di apache sono:
/etc/init.d/apache2 start
/etc/init.d/apache2 stop
/etc/init.d/apache2 restart
che rispettivamente lancia, ferma, riavvia il demone apache2 .
E’ utile anche abilitare alcuni moduli tra cui ssl e rewrite per cui scriviamo sul trminale da root:
a2enmod ssl rewrite
e poi riavviare il daemon digitando:
/etc/init.d/apache2 restart
Configurazione di MySQL
Adesso ci occupiamo di cambiare la password dell’utente root di MySQL scrivendo da root:
mysqladmin -u root password <lamiapassword>
ovviamente sostituendo <lamiapassword> con la vostra password preferita.
Spero che sia inutile dirvi di utilizzare caratteri maiuscoli e minuscoli, numeri e caratteri speciali come “@#][.,” ecc..
Ritengo sia utile creare al volo un utente (diverso da root) da poter far accedere al database con privilegi limitati, ma lo vedremo tra un po’.
Dei comandi utili per la gestione del DataBase abbiamo:
/etc/init.d/mysql start
/etc/init.d/mysql stop
/etc/init.d/mysql restart
che rispettivamente, guarda un po’, lancia, ferma e riavvia il daemon MySQL.
Varie
Da notare che durante l’installazione è stato installato anche phpmyadmin (l’ultima parola inserita nel comando che vi ho detto prima) che se volete potete anche omettere. PhpMyAdmin è uno script in php che serve per la gestione “grafica” del database MySQL senza aver bisogno dell’accesso via terminale alla macchina.
Test
Se avete eseguito correttamente i passi precedenti puntate il vostro browser preferito (spero si tratti di Iceweasel) su
http://<indirizzolocaledelserver>/phpmyadmin
dove <indirizzolocaledelserver> dovrebbe essere qualcosa del tipo: 192.168.1.2 e dovreste vedere lo script phpmyadmin in esecuzione che vi chiede username e password (Username: root e Password: quellacheavetesceltoprima).
Se per caso vi si dovesse aprire una finestra di download per un file probabilmente avete sbagliato qualcosa nei passi precedenti per cui consiglio di rivedere accuratamente la guida.
Una volta eseguito il login da root prendete dimestichezza con la grafica e tornate nella home di phpmyadmin quindi aggiungete un utente cliccando su “Privilegi” e poi su “Aggiungi nuovo utente” e seguite le indicazioni per completare la procedura.
Da ora in poi vi consiglio vivamente di utilizzare il nuovo utente per effettuare gli accessi al database.
Nella prossima guida parlerò della configurazione nel dettaglio dei files degli hosts in Apache2 (che per intenderci sono quelli contenuti in /etc/apache2/sites-available)

XAMPP è un software gestionale che guida l’utente a creare nella maniera più semplice possibile un server Web con php, Mysql, accesso FTP e servizio mail. Vedremo come usare il pacchetto per Windows, attivando PHP e Mysql. Download qui—>
Avviamo “xampp-control.exe”. Ci apparirà la seguente finestra, che è il cosiddetto pannello di controllo di XAMPP:

Cliccate sui rispettivi pulsanti “Start” di Apache e di MySql, attendendo che entrambi segnalino di essere attivi (“Running”):

Ora tramite un qualsiasi Web Browser, sia Firefox, Internet Explorer, Chrome o altri potrete accedere al pannello di controllo di XAMPP all’indirizzo http://localhost/. Potete inserire i vostri file .php o .htm nella cartella "htdocs" all’interno del pacchetto XAMPP. L’installazione di base è completata!
Nota: XAMPP è portatile, quindi potete tranquillamente metterlo su una chiavetta per avere il server personale a portata di mano!
Nota 2: Se Apache e MySql non partono probabilmente ci sono dei programmi che utilizzano le loro stesse porte (in particolare Skype). Fate un po’ di pulizia e riprovate!

XAMPP è un software gestionale che guida l’utente a creare nella maniera più semplice possibile un server Web con php, Mysql, accesso FTP e servizio mail. Vedremo come usare il pacchetto per Windows, attivando PHP e Mysql. Download qui—>
Avviamo “xampp-control.exe”. Ci apparirà la seguente finestra, che è il cosiddetto pannello di controllo di XAMPP:

Cliccate sui rispettivi pulsanti “Start” di Apache e di MySql, attendendo che entrambi segnalino di essere attivi (“Running”):

Ora tramite un qualsiasi Web Browser, sia Firefox, Internet Explorer, Chrome o altri potrete accedere al pannello di controllo di XAMPP all’indirizzo http://localhost/. Potete inserire i vostri file .php o .htm nella cartella "htdocs" all’interno del pacchetto XAMPP. L’installazione di base è completata!
Nota: XAMPP è portatile, quindi potete tranquillamente metterlo su una chiavetta per avere il server personale a portata di mano!
Nota 2: Se Apache e MySql non partono probabilmente ci sono dei programmi che utilizzano le loro stesse porte (in particolare Skype). Fate un po’ di pulizia e riprovate!
Bypass-world in questo periodo ha avuto problemi con la gestione del proprio server,ma prossimamentegli autori degli articoli torneranno attivi nella scrittura del materiale informatico.
Ci scusiamo per il disagio..
A presto!